WHY DO BIG WORDS FEEL MORE POWERFUL THAN SMALL, CONCRETE GESTURES?
L'altro giorno, dopo la solita giornata infinita, mi sono fermata a riflettere su una situazione che mi ha fatto sorridere.
“Questo glielo prendo, di sicuro le piacerà.”
Un pensiero detto ad alta voce, spontaneo, uscito senza preavviso e, per me che ero lì accanto, ha subito acceso qualcosa.
Quanto spesso ci soffermiamo sulle grandi parole e finiamo per dare per scontati i piccoli gesti di chi abbiamo vicino?
Come se una scenografia instagrammabile avesse più peso sociale di un: “Guarda, ti ho comprato le tue caramelle gommose preferite!”
Perché oggi, se non hai merce da mettere in mostra, sembra quasi che tu non stia vivendo.
Come se un gesto eclatante, fotografabile o facilmente raccontabile desse maggior valore alla cosa stessa.
È così necessario, per sentirsi completi, ricevere o dare qualcosa di eclatante per validare quello che proviamo?
O ci basterebbe semplicemente: “Ti ho vista abbastanza da sapere che questa cosa ti farà piacere”?
Magari nessuno lo noterebbe o ci metterebbe l'accento sopra, ma tu sai che quel gesto richiede attenzione.
Attenzione da entrambe le parti, chiaro. Anche chi lo riceve deve essere abbastanza presente da riconoscerlo.
Realmente, quanto ci basta per essere visti da qualcuno?
Forse dovremmo misurare più l'attenzione che la grandezza e dovremmo smettere di aspettare fuochi d'artificio e iniziare a controllare il sacchetto delle caramelle.
Well, actually.
This is where it starts.